In Soa Dental non usiamo il termine odontoiatria digitale “per moda”, ma perché cambia davvero l’esperienza del paziente e il nostro modo di lavorare.
Per il paziente significa meno fastidi (niente paste d’impronta, scansioni rapide e pulite), più precisione (protesi che “calzano” meglio sugli impianti) e tempi più snelli (meno appuntamenti, consegne più puntuali).
Per noi l’odontoiatria digitale significa un flusso integrato e più veloce tra studio dentistico e laboratorio odontotecnico: i dati (foto, CBCT, scansioni intraorali) viaggiano in digitale, il laboratorio riceve file già allineati e calibrati, progetta in CAD e produce in CAM con materiali di ultima generazione (es. zirconia). Questo riduce i passaggi manuali, limita gli errori, accorcia i tempi di produzione e diminuisce i rifacimenti. Inoltre, la collaborazione è in tempo reale: medico e odontotecnico condividono prototipi 3D, validano estetica e funzione prima della consegna, migliorando prevedibilità, qualità e comfort.
Questa metodica digitale completa di scansione, progettazione e produzione digitale è stata riconosciuta da due pubblicazioni: Infodent (maggio 2024) e Journal of Dentistry (gennaio 2025).
Qui sotto trovi, in parole semplici, cosa cambia per te come paziente e i file da scaricare per eventuali approfondimenti.
(1) Un’arcata nuova, in 3 appuntamenti: come il digitale in odontoiatria migliora precisione e comfort
In breve, cos’è
- Una struttura calibrata di collegamento tra gli impianti usata durante la scansione mantiene stabile la geometria e aiuta lo scanner a rilevare correttamente le posizioni.
- Un algoritmo di correzione confronta ciò che lo scanner registra con riferimenti noti e ottimizza il modello 3D, riducendo le piccole imprecisioni.
Negli ultimi anni gli scanner intraorali hanno cambiato il modo di “prendere le impronte”. Tuttavia, luce, movimento e micro-errori di ricucitura possono introdurre distorsioni. Per questo utilizziamo un protocollo digitale evoluto: lo scanner acquisisce, l’algoritmo controlla e la struttura calibrata “tiene ferma” la geometria, così la protesi dentale finale combacia meglio.
Che cos’è, in parole semplici
La struttura calibrata è un piccolo telaio metallico che collega i riferimenti sugli impianti: crea continuità nella scansione e fornisce marker di riferimento per correggere eventuali imprecisioni del file 3D.
Il software di ottimizzazione confronta ciò che lo scanner ha visto con i marker della struttura e aggiusta l’immagine digitale nelle tre direzioni dello spazio (posizione e angolazione). Risultato: posizione degli impianti corretta e modello affidabile per progettare la protesi.
Il percorso dettato da un odontoiatria digitale: tre visite, senza paste d’impronta
Una riabilitazione con arcata fissa su impianti può essere completata in tre appuntamenti con un flusso 100% digitale, una volta eseguito il posizionamento degli impianti di un provvisorio:
- Raccolta dati: foto, CBCT, scansioni intraorali e del volto, registrazione dei movimenti mandibolari.
- Prova estetica e validazione: si testa un prototipo stampato in 3D per forma e funzione; si posiziona la struttura calibrata e si esegue la scansione assistita per ottenere delle impronte con la posizione degli impianti corrispondenti alla realtà.
- Consegna dei definitivi: protesi in zirconia (resistente ed estetica), progettate e prodotte con sistemi digitali, senza necessità di modelli in gesso.
Perché è un vantaggio per il paziente
- Comfort: niente paste d’impronta; scansione rapida e guidata.
- Precisione reale: la struttura calibrata assiste lo scanner nel rivelare le impronte; l’algoritmo riduce le distorsioni e la protesi calza meglio sugli impianti.
- Meno sorprese: validazione digitale prima della produzione → meno rifacimenti e tempi ridotti.
- Estetica e durata: materiali evoluti (zirconia), progettazione personalizzata e occlusione rifinita sul tuo caso.
In conclusione
La tecnologia è utile quando semplifica la vita ai pazienti e aumenta l’affidabilità clinica. L’odontoiatria digitale con un flusso digitale completo con strumenti di correzione della scansione è il percorso più preciso e prevedibile, dalla rilevazione iniziale alla protesi definitiva. È il motivo per cui abbiamo scelto e documentato questo protocollo: per lavorare meglio noi e farti sorridere prima, con più sicurezza.
SCARICA QUI L’ARTICOLO COMPLETO da infodent
(2) Impianti a tutta arcata, l’odontoiatria con flusso digitale: cosa significa davvero per il paziente
(studio clinico retrospettivo su 37 pazienti, 45 protesi, follow-up 1 anno)
A Gennaio 2025 sono stati pubblicati su Journal of Dentistry i risultati del nostro studio sulle protesi fisse di un’intera arcata su impianti, realizzate interamente con un percorso digitale (team: Dr. Filippo Rustichini, Dr. Roldano Romolini, Dr.ssa Maria Chiara Salmi, con i colleghi Leonardo Gennai, Francesco Vermigli e Francesco Guido Mangano).
In parole semplici:
Quando mancano tutti i denti in un’arcata (superiore o inferiore), si possono inserire degli impianti su cui fissare una protesi fissa. Il nostro studio dimostra che farlo con un odontoiatria digitale con un unico flusso (senza paste d’impronta, usando lo scanner intraorale) è preciso, confortevole e affidabile.
Che cos’è il CSF (Calibrated Splinting Framework)?
È una struttura di supporto “calibrata” che mettiamo in bocca durante la scansione digitale. Immaginala come un piccolo “telaio” che collega tra loro gli impianti e aiuta lo scanner a leggere con estrema accuratezza le posizioni.
Risultato: il laboratorio può progettare la protesi con una precisione altissima, che si adatta perfettamente agli impianti.
Come si è svolto lo studio
- 37 pazienti (45 protesi totali) trattati con protocollo 100% digitale: scanner intraorale + progettazione e fresatura CAD/CAM.
- Protesi in zirconia monolitica (materiale resistente, estetico e duraturo).
- Verifica a 1 anno.
I risultati :
- Adattamento perfetto della protesi sugli impianti: significa comfort e minori ritocchi.
- Nessuna perdita di impianti entro un anno: affidabilità clinica.
- Complicanze rare (circa 4%): meno imprevisti, percorso più sereno.
- Solo 1 frattura su 45 protesi → tasso di sopravvivenza del 97,8%: robustezza nel tempo
Perché questo approccio di odontoiatria digitale è un vantaggio per il paziente
- Meno fastidi: addio alle impronte tradizionali con paste.
- Più precisione: grazie al CSF, la protesi “calza” meglio.
- Tempi più snelli: il digitale riduce passaggi e correzioni.
- Qualità costante: progettazione e produzione guidate dal computer.
In conclusione
Lo studio conferma che, con il CSF e il flusso digitale odontoiatrico, si ottengono protesi fisse di un’intera arcata più precise, stabili e confortevoli. È una strada moderna che mette davvero il paziente al centro: meno disagi, più controllo, risultati prevedibili.
Se vuoi capire se questa soluzione è adatta al tuo caso, ti aspettiamo per una valutazione personalizzata: ti spiegheremo il percorso, i tempi e i materiali in modo chiaro, senza tecnicismi.
SCARICA QUI L’ARTICOLO COMPLETO Journal of Dentistry
FAQ
1. Che cos’è l’odontoiatria digitale?
L’odontoiatria digitale utilizza strumenti come scanner intraorali, CBCT, scansioni del volto e software CAD/CAM per acquisire dati, progettare trattamenti e realizzare protesi attraverso un flusso digitale integrato tra studio dentistico e laboratorio odontotecnico.
2. Quali sono i principali vantaggi dell’odontoiatria digitale per il paziente?
I principali vantaggi sono maggiore comfort, più precisione e tempi di lavoro più snelli. In molti casi è possibile evitare le tradizionali paste da impronta, ridurre i passaggi manuali e limitare la necessità di correzioni successive.
3. È possibile realizzare una protesi su impianti senza utilizzare le paste da impronta?
Sì. In molti casi la posizione degli impianti può essere rilevata tramite scanner intraorale e sistemi di riferimento digitali. Questo consente di acquisire le informazioni necessarie alla progettazione della protesi senza ricorrere alle tradizionali impronte con materiale da impronta.
4. Che cos’è il Calibrated Splinting Framework (CSF)?
Il Calibrated Splinting Framework, o CSF, è una struttura calibrata utilizzata durante la scansione degli impianti. Serve a fornire allo scanner dei riferimenti stabili, aiutando a rilevare con maggiore accuratezza la posizione e l’angolazione degli impianti.
5. Quanti appuntamenti servono per realizzare una protesi definitiva di un’intera arcata?
In alcuni casi, dopo il posizionamento degli impianti e della protesi provvisoria, il percorso verso la protesi definitiva può essere organizzato in tre appuntamenti principali: raccolta dei dati digitali, prova estetica e funzionale e consegna della protesi definitiva. Il numero effettivo di sedute dipende comunque dalla situazione clinica del singolo paziente.
6. Il flusso digitale per le protesi fisse su impianti è supportato da pubblicazioni scientifiche?
Sì. Il protocollo descritto nell’articolo è stato approfondito in due pubblicazioni: un articolo pubblicato su Infodent nel maggio 2024 e uno studio clinico pubblicato sul Journal of Dentistry nel gennaio 2025. Quest’ultimo ha analizzato 37 pazienti e 45 protesi fisse di un’intera arcata realizzate attraverso un flusso digitale, con un follow-up di un anno.
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