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Dr. Filippo Rustichini: “M” di Maratona

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Per la nostra rubrica Soa Lifestyle, il Dr. Filippo Rustichini ci parla di una sua grande passione: la maratona.

Partecipare e correre una maratona è una decisione che porta con sé numerosi significati. Per un atleta il momento più esaltante non è quando si taglia il traguardo ma è quello della decisione, di quando si decide di partire, di scattare, di andare avanti e continuare anche se il traguardo è lontano.

Può avere significati epici come per Filippide che percorse, correndo, la distanza fra Maratona e Atene.

Può avere risvolti drammatici come per Dorando Pietri nella sua prova olimpica nel 1908 a Londra.

La sua accezione può essere semplicemente sportiva come nel tentativo che molti atleti africani compiono per correrla in meno di due ore.

Offrendo l’opportunità di visitare paesi diversi assaporando altri tipi di cucina, comunicando con altre lingue, ha sicuramente un contenuto culturale.

Durante tutti i suoi 42.195 m uno dei contenuti speciali della maratona è la crescita personale. Ci può essere addirittura un cambiamento nel tuo mind-set e passare da arrendevole, disorganizzato e rinunciatario a uno stratega determinato che trova nei progressi la motivazione per raggiungere il traguardo.

Per me il senso più grande della maratona è l’amicizia. Un valore di appartenenza e di comunità che la tua maglia ti regala ogni volta che parti in gruppo per partecipare alla “carriera” podistica. Una possibilità di incontrare persone belle in modo del tutto inatteso. Un dono inaspettato che ti consente di sentirti in famiglia anche se sei a migliaia di chilometri lontano da casa. Un’occasione di scambio e comunione che rende indelebili momenti di vita, emozioni e infine ricordi.

Così la M non è solo di maratona ma è l’iniziale di nomi, volti, anime che rimangono nel tuo cuore per sempre.