Orari di apertura: tutti i giorni dalle 09:00 alle 19:00
Montevarchi: +39 055 981037 // Figline e Incisa: +39 055 0106083
recensioni su Google

Faccette dentali: quando sono la scelta giusta e quando è meglio evitarle

Faccette dentali_ sorriso - montevarchi figline valdarno
Autore:
Dr.ssa Maria Chiara Salmi
Tabella dei Contenuti

Le faccette dentali possono modificare colore, forma e proporzioni dei denti, ma non sono sempre il trattamento più indicato.

Comprendere quando utilizzarle, quali alternative considerare e quali condizioni cliniche valutare è importante per scegliere consapevolmente.

Quando una persona si rivolge a uno studio odontoiatrico chiedendo di applicare delle faccette dentali, la prima domanda da porsi è se siano effettivamente la soluzione più appropriata per la sua situazione.

Le faccette sono diventate uno dei trattamenti più conosciuti dell’odontoiatria estetica, anche grazie alle immagini di sorrisi molto regolari e uniformi diffuse sui social.

Ma ogni sorriso presenta caratteristiche differenti. Forma e posizione dei denti, salute delle gengive, rapporti occlusali, caratteristiche del volto e aspettative personali sono tutti elementi da considerare.

Il punto di partenza non dovrebbe quindi essere stabilire quante faccette applicare, ma comprendere quale aspetto si desidera modificare e quali trattamenti possono essere indicati.

Negli studi SOA Dental di Montevarchi e Figline Valdarno, la scelta di un trattamento estetico viene affrontata attraverso una valutazione clinica che considera anche le possibili alternative.

Che cosa sono le faccette dentali?

Le faccette dentali sono sottili restauri applicati prevalentemente sulla superficie vestibolare dei denti anteriori, con lo scopo di modificarne alcune caratteristiche estetiche e morfologiche.

Possono essere realizzate in ceramica oppure, con modalità differenti, in resina composita.

Le faccette ceramiche vengono generalmente prodotte in laboratorio odontotecnico e successivamente cementate mediante procedure adesive.

Le indicazioni dipendono dalle caratteristiche dei denti, dalla quantità e qualità del tessuto disponibile, dalle esigenze funzionali e dal risultato estetico ricercato.

Quando le faccette dentali possono essere indicate?

Le faccette possono rappresentare una delle possibili opzioni terapeutiche in diverse situazioni.

Denti con alterazioni del colore

Alcune discromie dentali possono non rispondere in maniera soddisfacente ai trattamenti di sbiancamento.

In determinate condizioni, le faccette possono essere utilizzate per modificare il colore visibile dei denti, valutando anche la tonalità dei denti vicini e le caratteristiche del sorriso.

Prima di proporle, è comunque opportuno considerare la natura della discromia e le eventuali alternative meno invasive.

Denti piccoli, corti o con forme irregolari

Quando uno o più denti presentano dimensioni o proporzioni differenti rispetto agli elementi vicini, le faccette possono contribuire a modificarne la forma.

La progettazione deve considerare lo spazio disponibile, i rapporti con le gengive, la posizione dei denti e l’occlusione.

Piccoli spazi tra i denti

Un esempio è il diastema, cioè lo spazio presente tra due denti, frequentemente tra gli incisivi centrali superiori.

In alcuni casi le faccette possono essere utilizzate per ridurre o chiudere questi spazi.

Non rappresentano però l’unica possibilità: a seconda delle caratteristiche del caso, possono essere indicati anche restauri diretti in composito oppure trattamenti ortodontici.

Denti con piccole imperfezioni o usure

Alcune alterazioni della forma, piccole fratture coronali o perdite di tessuto possono essere affrontate attraverso restauri estetici.

La scelta dipende dall’estensione del difetto, dalle condizioni strutturali del dente e dalle sollecitazioni funzionali.

In presenza di usura dentale è inoltre importante valutarne le cause prima di procedere con il restauro.

Queste situazioni hanno un elemento in comune: l’indicazione alle faccette non dipende soltanto dall’aspetto estetico, ma anche dalle condizioni cliniche e funzionali dei denti.

Quando è meglio evitare le faccette dentali?

Esistono situazioni nelle quali le faccette non rappresentano la prima scelta oppure richiedono valutazioni e precauzioni particolari.

Quando il problema può essere affrontato con un trattamento più conservativo

Se l’obiettivo è modificare esclusivamente il colore dei denti, può essere opportuno valutare prima uno sbiancamento professionale.

Se invece è presente una piccola scheggiatura o una limitata alterazione della forma, una ricostruzione diretta in composito potrebbe essere sufficiente.

La scelta deve considerare il risultato ricercato, la quantità di tessuto dentale da coinvolgere e le caratteristiche del singolo caso.

Quando i denti sono molto disallineati

Le faccette possono modificare l’aspetto visibile di alcune irregolarità, ma non correggono la posizione delle radici né sostituiscono il movimento ortodontico dei denti.

In presenza di affollamenti importanti, rotazioni marcate o alterazioni dei rapporti occlusali, può essere indicata una valutazione ortodontica.

In alcune situazioni, un trattamento ortodontico preliminare può anche creare condizioni più favorevoli per eventuali restauri estetici successivi.

Quando sono presenti carie o malattie gengivali

Prima di realizzare faccette dentali è necessario valutare la salute dei denti e dei tessuti parodontali.

Carie attive, infiammazioni gengivali e malattie parodontali non controllate richiedono una diagnosi e, quando indicato, un trattamento preliminare.

La stabilità delle condizioni cliniche costituisce un elemento importante nella pianificazione del restauro.

Quando è presente bruxismo

Il serramento e il digrignamento dei denti possono sottoporre i restauri a sollecitazioni meccaniche significative.

Il bruxismo non costituisce automaticamente una controindicazione assoluta alle faccette, ma richiede una valutazione dei fattori di rischio, dell’occlusione, delle caratteristiche dei restauri e delle eventuali misure protettive.

È importante informare il paziente anche della possibilità di complicanze, come scheggiature, fratture o distacchi.

Quando è disponibile una quantità limitata di smalto

Questo è uno degli aspetti clinici più importanti.

Le faccette ceramiche vengono generalmente cementate attraverso tecniche adesive. La presenza di smalto sano e adeguatamente conservato rappresenta una condizione favorevole per l’adesione.

Quando il dente presenta ampie ricostruzioni preesistenti, importanti perdite di tessuto o estese superfici dentinali esposte, la pianificazione deve considerare le caratteristiche del substrato adesivo e le possibili alternative restaurative.

Una revisione sistematica con metanalisi pubblicata nel 2024, intitolata Clinical survival and complication rate of ceramic veneers bonded to different substrates: A systematic review and meta-analysis, ha analizzato la sopravvivenza clinica e le complicanze delle faccette ceramiche in relazione ai differenti substrati di adesione.

Questo tema aiuta a comprendere perché la quantità e la qualità dello smalto disponibile debbano essere considerate prima di pianificare un trattamento con faccette.

Riferimento scientifico: Clinical survival and complication rate of ceramic veneers bonded to different substrates: A systematic review and meta-analysis.

Faccette dentali o altre soluzioni? Il trattamento dipende dal problema

Consideriamo tre situazioni differenti.

Primo caso: una persona desidera denti più bianchi.

I denti sono sani, correttamente allineati e presentano proporzioni adeguate. Se non vi sono altre esigenze restaurative, può essere sufficiente valutare uno sbiancamento professionale.

Secondo caso: una persona presenta un piccolo spazio tra gli incisivi.

In questo caso possono essere considerate diverse possibilità, tra cui restauri diretti in composito, faccette dentali o ortodonzia. La scelta dipende dall’ampiezza dello spazio, dalle proporzioni dentali, dall’occlusione e dalle cause del diastema.

Terzo caso: una persona presenta denti molto disallineati.

Prima di proporre delle faccette, è opportuno valutare se un trattamento ortodontico possa affrontare il problema modificando la posizione dei denti.

Tre situazioni che possono partire dallo stesso desiderio di modificare il sorriso, ma che richiedono valutazioni e possibili trattamenti differenti.

Negli studi SOA Dental di Montevarchi e Figline Valdarno, il percorso di valutazione considera il problema riferito dal paziente, le condizioni cliniche e le alternative terapeutiche disponibili.

Un sorriso naturale non deve necessariamente essere perfettamente uniforme

Uno degli aspetti da considerare nella progettazione estetica è il rapporto tra il risultato desiderato e le caratteristiche individuali.

Non tutte le persone desiderano denti molto bianchi, perfettamente simmetrici o identici tra loro.

Forma, dimensioni, colore e posizione dei denti devono essere valutati anche in relazione alle labbra, al sorriso e alle proporzioni del volto.

La progettazione può comprendere fotografie, scansioni digitali e, quando indicato, simulazioni o prove preliminari.

Queste procedure permettono all’odontoiatra e al paziente di confrontarsi sulle caratteristiche del progetto prima di procedere con il trattamento definitivo.

È interessante osservare come questo approccio venga approfondito anche da realtà odontoiatriche che da molti anni si occupano di estetica dentale, come lo Studio Pieroni  che dedica particolare attenzione alla progettazione e alla prova preliminare delle faccette dentali.

Le simulazioni rappresentano strumenti di comunicazione e pianificazione, ma non costituiscono una garanzia di riproduzione esatta del risultato finale.

faccette dentali guida
Guida alle faccette dentali

Le faccette dentali rovinano i denti?

È una domanda importante, soprattutto perché il trattamento può richiedere la rimozione di tessuto dentale sano.

Non tutte le faccette prevedono la stessa preparazione.

In alcuni casi è possibile realizzarle con una preparazione minima o, in situazioni selezionate, senza una vera e propria riduzione della superficie dentale.

In altri casi, invece, è necessario rimuovere una quantità di tessuto per ottenere lo spazio necessario al restauro e gestire correttamente forma, margini e rapporti funzionali.

Quando viene rimosso smalto, il tessuto eliminato non si rigenera.

Per questo motivo le faccette non devono essere considerate automaticamente un trattamento reversibile.

Anche nei casi senza preparazione, l’eventuale rimozione futura del restauro deve essere valutata in relazione alle procedure adesive utilizzate e alle condizioni del dente.

Prima di scegliere il trattamento è quindi importante comprendere quanta struttura dentale verrà coinvolta, quali alternative esistono e quali conseguenze potranno derivare nel tempo.

Per approfondire durata, preparazione e caratteristiche delle faccette, è possibile consultare anche l’articolo del blog SOA Dental “Faccette dentali: la dottoressa Maria Chiara Salmi risponde alle 5 domande più frequenti”.

Quanto durano le faccette dentali?

La durata di una faccetta non può essere stabilita in modo identico per tutti i pazienti.

La sopravvivenza del restauro dipende da diversi fattori, tra cui:

  • materiale utilizzato;
  • quantità e qualità del tessuto dentale disponibile per l’adesione;
  • progettazione e realizzazione del restauro;
  • condizioni occlusali e funzionali;
  • eventuale bruxismo;
  • igiene orale e condizioni parodontali;
  • controlli e manutenzione nel tempo.

Le faccette, come gli altri restauri odontoiatrici, possono andare incontro a complicanze o richiedere interventi di riparazione o sostituzione.

La pianificazione deve quindi considerare non soltanto il risultato iniziale, ma anche le esigenze di mantenimento nel tempo.

Il vero obiettivo non è applicare le faccette, ma individuare il trattamento appropriato

Le faccette dentali rappresentano una delle possibilità disponibili nell’odontoiatria restaurativa ed estetica.

La loro indicazione dipende dalla valutazione delle condizioni cliniche, dalla quantità di tessuto dentale disponibile, dalle esigenze funzionali e dagli obiettivi concordati con il paziente.

Non esiste una soluzione valida indistintamente per tutti.

In alcune situazioni possono essere indicate le faccette. In altre può essere preferibile uno sbiancamento, un trattamento ortodontico, una ricostruzione in composito oppure nessun intervento restaurativo.

Presso SOA Dental, negli studi odontoiatrici di Montevarchi e Figline Valdarno, la valutazione del sorriso comprende l’analisi delle condizioni cliniche e la discussione delle possibili opzioni terapeutiche.

Migliorare l’aspetto di un sorriso non significa necessariamente trasformarlo, ma valutare il rapporto tra estetica, salute dentale, funzione e conservazione dei tessuti naturali.

 

FAQ – Faccette dentali: indicazioni, controindicazioni e alternative

  1. Quando è consigliabile mettere le faccette dentali?

Le faccette possono essere indicate per modificare colore, forma o proporzioni dei denti anteriori, correggere alcune imperfezioni o ridurre determinati spazi interdentali. La scelta richiede una valutazione della salute dentale e parodontale, della disponibilità di smalto e delle condizioni occlusali.

  1. Quando è meglio non mettere le faccette dentali?

Le faccette possono non essere indicate in presenza di carie non trattate, malattie parodontali attive, condizioni strutturali sfavorevoli o importanti problemi occlusali. Alcuni fattori, come il bruxismo, richiedono una valutazione specifica dei rischi e delle eventuali alternative.

  1. È meglio scegliere le faccette dentali o lo sbiancamento?

Dipende dal problema da affrontare. Se l’obiettivo riguarda esclusivamente il colore, lo sbiancamento può rappresentare un’opzione più conservativa. Le faccette possono essere considerate quando è necessario modificare anche forma o proporzioni oppure quando determinate discromie non rispondono adeguatamente allo sbiancamento.

  1. Le faccette sono necessarie per chiudere uno spazio tra i denti?

No. Un diastema può essere affrontato, secondo le caratteristiche del caso, mediante faccette, ricostruzioni in composito o ortodonzia. La scelta dipende anche dalle cause dello spazio e dai rapporti occlusali.

  1. Le faccette dentali rovinano lo smalto?

La realizzazione delle faccette può richiedere una preparazione del dente che comporta la rimozione di una parte dello smalto. In casi selezionati possono essere possibili preparazioni minime o assenti. La quantità di tessuto coinvolta dipende dalla situazione clinica e dal progetto restaurativo.

  1. Le faccette dentali sono reversibili?

Non necessariamente. Quando viene rimosso smalto, il tessuto eliminato non può rigenerarsi. Anche le faccette realizzate senza preparazione richiedono una valutazione delle conseguenze delle procedure adesive e di un’eventuale futura rimozione.

  1. Quanto durano le faccette dentali?

La durata dipende dal materiale, dalle condizioni del dente, dall’adesione, dalle sollecitazioni funzionali e dalla manutenzione. Non è possibile garantire una durata identica per tutti i pazienti.

  1. Chi soffre di bruxismo può mettere le faccette?

Il bruxismo non esclude automaticamente la possibilità di utilizzare faccette, ma rappresenta un fattore da considerare nella valutazione clinica. Le sollecitazioni funzionali possono aumentare il rischio di complicanze e rendere necessarie specifiche precauzioni.

  1. È possibile vedere il risultato prima di applicare le faccette?

In alcuni casi è possibile utilizzare fotografie, progettazione digitale, simulazioni o prove preliminari per valutare forma e proporzioni dei restauri. Questi strumenti aiutano a condividere il progetto, ma non garantiscono che il risultato finale coincida esattamente con la simulazione.

  1. Come capire se le faccette dentali sono adatte al proprio sorriso?

È necessaria una valutazione odontoiatrica che consideri salute dei denti e delle gengive, quantità di smalto disponibile, occlusione, eventuali fattori di rischio e aspettative estetiche. La visita permette anche di discutere le possibili alternative al trattamento con faccette.

 

Comunicazione sanitaria informativa ai sensi delle leggi 248/2006 e 145/2018 (comma 525) curata da:

SOADENTAL srl 𝘈𝘶𝘵𝘰𝘳𝘪𝘻𝘻𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘚𝘜𝘈𝘗 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘔𝘰𝘯𝘵𝘦𝘷𝘢𝘳𝘤𝘩𝘪 𝘕.11071 𝘥𝘦𝘭 27/02/2019. Autorizzazione per attività di chirurgia ambulatoriale odontoiatrica con sedazione moderata con presenza di anestesista (B.1.7.) N°19736/24 del 02/05/24. 𝘋𝘪𝘳. 𝘴𝘢𝘯. 𝘋𝘳. 𝘍𝘪𝘭𝘪𝘱𝘱𝘰 𝘙𝘶𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘪𝘯𝘪, odontoiatra, Omceo-Ar n°201 dal 14/03/1996

SOADENTAL & PARTNERS srl Autorizzazione SUAP Comune di Figline e Incisa Valdarno n. 18352/2024 del 30/04/2024 Autorizzazione per attività di chirurgia ambulatoriale odontoiatrica con sedazione moderata con presenza di anestesista (B.1.7) e per Medicina ad indirizzo estetico (B.a) N° 41086/2025 del 15/10/2025 Dir. San. Dr. Rosy Madeo Odontoiatra, Omceo-Si n°443 dal 05/10/2020.