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All-on-4 e denti fissi su impianti: il ruolo dell'odontoiatria digitale nelle riabilitazioni full-arch

all-on-4 con denti fissi su impianti
Autore:
Dr. Filippo Rustichini
Tabella dei Contenuti

Quando si perdono molti denti o tutti i denti di un’arcata, una delle possibili soluzioni è una riabilitazione fissa supportata da impianti.

In pratica, vengono inseriti alcuni impianti nell’osso e su questi viene fissata una protesi che sostituisce i denti dell’intera arcata. È quello che molte persone cercano online con espressioni come “denti fissi con impianti”, “arcata fissa su impianti” o “All-on-4”.

Ma c’è un aspetto importante: una riabilitazione full-arch non riguarda soltanto l’inserimento degli impianti. Una parte fondamentale del percorso è rappresentata dalla progettazione e dalla realizzazione della protesi che verrà fissata sugli impianti.

Ed è proprio in queste fasi che l’odontoiatria digitale può avere un ruolo importante.

All-on-4: perché il digitale è importante

Una protesi che sostituisce tutti i denti di un’arcata deve essere progettata tenendo conto di numerose informazioni: posizione degli impianti, anatomia della bocca, rapporti tra le arcate, sorriso, labbra, funzione e occlusione.

Con l’odontoiatria digitale nei nostri studi odontoiatrici di Montevarchi e di Figline Valdarno, questi dati possono essere raccolti e integrati attraverso diversi strumenti, come scanner intraorali, fotografie, scansioni del volto e, quando indicata, CBCT, per essere successivamente utilizzati nella progettazione della nuova arcata. .

Un nostro studio pubblicato sul Journal of Dentistry descrive un workflow digitale che parte dalla raccolta di dati tridimensionali e arriva alla progettazione e produzione CAD/CAM della protesi.

Il progetto viene quindi costruito sulla situazione clinica del singolo paziente e sulle informazioni raccolte durante il percorso diagnostico e protesico.

Nelle fasi digitali, molte impronte possono essere acquisite senza le tradizionali paste

Uno degli aspetti percepibili direttamente dal paziente riguarda l’acquisizione delle impronte.

Con lo scanner intraorale, in molte fasi del percorso è possibile acquisire digitalmente la forma delle arcate senza ricorrere alle tradizionali paste da impronta.

Lo scanner rileva le superfici della bocca e genera un modello digitale tridimensionale.

Nel lavoro pubblicato sul Journal of Dentistry, gli scanner intraorali rappresentano uno degli strumenti utilizzati nel workflow digitale descritto.

Per alcuni pazienti, soprattutto per chi tollera con difficoltà le impronte convenzionali, questa modalità di acquisizione può risultare più confortevole. La percezione individuale può comunque variare.

Per una protesi fissa su impianti non basta “fare una scansione”

Questo è uno dei punti più importanti.

Quando si deve realizzare una protesi fissa su un’intera arcata, è necessario acquisire la posizione tridimensionale di più impianti.

Durante le scansioni intraorali estese possono verificarsi discrepanze legate al processo di acquisizione e ricostruzione digitale.

Per questo, nel protocollo utilizzato da SOA Dental nei nostri studi odontoiatrici di Montevarchi e di Figline Valdarno.e descritto nelle pubblicazioni scientifiche di riferimento, viene impiegata una struttura calibrata denominata CSF – Calibrated Splinting Framework, utilizzata per verificare e, quando necessario, correggere le discrepanze della scansione digitale relative alla posizione implantare.

Il protocollo IOSFix descritto nelle nostre pubblicazioni utilizza questa struttura come riferimento metrologico all’interno del workflow digitale (Infodent)

È un passaggio particolarmente importante nelle riabilitazioni full-arch, perché la protesi definitiva dovrà essere avvitata contemporaneamente a più impianti.

Perché l’adattamento della protesi agli impianti è importante

Nelle riabilitazioni full-arch la corretta acquisizione della posizione implantare e la verifica dei dati raccolti rappresentano passaggi importanti del workflow protesico.

Nel protocollo digitale descritto sul Journal of Dentistry, i dati acquisiti e verificati vengono trasferiti al laboratorio odontotecnico e utilizzati per la progettazione CAD della protesi, considerando gli aspetti protesici, estetici, funzionali e occlusali.

Il flusso digitale permette quindi di integrare informazioni relative a:

  • posizione degli impianti;
  • anatomia delle arcate;
  • sorriso e rapporti con il volto;
  • forma e posizione dei denti;
  • funzione e occlusione.

L’obiettivo è utilizzare queste informazioni all’interno di un unico progetto protesico.

È possibile provare il progetto prima di realizzare la protesi definitiva

Uno degli aspetti del workflow digitale è la possibilità di trasformare il progetto virtuale in un prototipo tridimensionale, o try-in, da provare direttamente in bocca prima della produzione della protesi definitiva.

Durante questa fase possono essere verificati diversi aspetti del progetto:

  • forma e posizione dei denti;
  • rapporti con il sorriso;
  • estetica;
  • fonetica;

Se durante la prova emerge la necessità di apportare modifiche, queste possono essere trasferite al progetto digitale prima della produzione definitiva.

Il Journal of Dentistry descrive anche questa fase di try-in all’interno del workflow utilizzato.

Per il paziente significa poter vedere e verificare il progetto prima della produzione della protesi definitiva.

Dalla progettazione alla protesi definitiva in zirconia

Dopo la verifica del progetto si passa alla produzione della protesi definitiva.

Nel protocollo descritto nelle nostre pubblicazioni, le protesi definitive nei nostri studi odontoiatrici di Montevarchi e di Figline Valdarno, sono state realizzate digitalmente in zirconia.

Il workflow prevede che, dopo le verifiche e le eventuali correzioni digitali, il progetto passi alla fase CAM per la produzione della protesi definitiva.

Acquisizione, progettazione e produzione fanno quindi parte dello stesso flusso digitale.

Odontoiatria digitale: all-on-4 con denti fissi
Odontoiatria digitale: all-on-4 con denti fissi

Tre appuntamenti per la fase definitiva: cosa significa realmente?

Un aspetto che interessa spesso chi cerca informazioni sulle riabilitazioni All-on-4 riguarda i tempi necessari per arrivare alla protesi definitiva.

Nel caso clinico descritto nella pubblicazione citata nell’articolo, la fase di realizzazione della protesi definitiva, successiva al percorso chirurgico e alla fase provvisoria, è stata organizzata in tre appuntamenti:

  1. raccolta delle informazioni digitali;
  2. prova del progetto e verifica della scansione;
  3. consegna della protesi definitiva.

È però importante chiarire un punto:

questo non significa che ogni trattamento completo, dall’inserimento degli impianti alla protesi definitiva, possa essere concluso in tre appuntamenti.

I tempi complessivi dipendono dalla situazione clinica del singolo paziente, dalle procedure necessarie e dai tempi biologici di guarigione.

Cosa dice lo studio pubblicato sul Journal of Dentistry

Il protocollo digitale descritto è stato oggetto di uno studio clinico retrospettivo pubblicato nel 2025 sul Journal of Dentistry.

Lo studio ha analizzato 37 pazienti, trattati con 45 protesi fisse full-arch supportate da impianti, realizzate attraverso il workflow digitale descritto.

Complessivamente sono stati valutati 202 impianti.

Nel follow-up a un anno, nello specifico campione studiato:

  • non sono stati registrati fallimenti implantari sui 202 impianti;
  • la sopravvivenza delle protesi è stata del 97,8%; JOURNAL-DENTISTRY
  • sono state registrate complicanze protesiche nel 4,4% delle riabilitazioni.

Questi dati si riferiscono alla popolazione studiata e al periodo di osservazione considerato e non rappresentano una previsione del risultato del singolo trattamento.

Lo stesso studio presenta inoltre alcuni limiti, tra cui il disegno retrospettivo, la numerosità del campione e il follow-up di un anno. Gli autori indicano pertanto la necessità di ulteriori studi con campioni più ampi e periodi di osservazione più lunghi.

Cosa cambia per il paziente in un workflow digitale?

Il digitale non coincide con una singola apparecchiatura.

Nel percorso descritto, diversi strumenti e procedure vengono integrati all’interno dello stesso workflow: acquisizione delle impronte mediante scanner intraorale, raccolta delle informazioni cliniche, verifica dei dati relativi alla posizione implantare, progettazione individuale della protesi, realizzazione di un prototipo di prova e produzione CAD/CAM della protesi definitiva.

Il valore del digitale risiede quindi nella possibilità di integrare acquisizione, verifica, progettazione e produzione all’interno dello stesso flusso di lavoro.

Questo può comprendere:

  • acquisizione digitale delle impronte;
  • verifica della posizione implantare;
  • progettazione individualizzata;
  • possibilità di provare il progetto prima della produzione definitiva;
  • integrazione del lavoro tra studio e laboratorio odontotecnico;
  • riduzione di alcuni passaggi manuali;
  • produzione CAD/CAM della protesi definitiva.

È questo il motivo per cui, nelle riabilitazioni full-arch, parlare di odontoiatria digitale significa parlare di un intero workflow, e non semplicemente dell’utilizzo di uno scanner.

All-on-4 e denti fissi su impianti: cosa valutare oltre al numero degli impianti?

Quando si cerca una soluzione con denti fissi su impianti, è frequente concentrare l’attenzione sul numero degli impianti o sul costo complessivo del trattamento.

Una riabilitazione full-arch comprende però anche una componente protesica articolata.

Prima di confrontare due proposte può quindi essere utile comprendere:

  • come vengono acquisite le impronte;
  • come viene verificata la posizione degli impianti;
  • come viene progettata la protesi;
  • quali materiali vengono utilizzati;
  • quali verifiche sono previste prima della produzione definitiva;
  • come vengono integrate le attività cliniche e quelle del laboratorio odontotecnico.

Nel protocollo adottato da SOA Dental negli studi odontoiatrici di Montevarchi e di Figline Valdarno, diversi strumenti digitali vengono integrati all’interno dello stesso workflow, dalla raccolta dei dati alla progettazione e alla produzione della protesi.

Questo consente di introdurre verifiche in diverse fasi del percorso e di ridurre alcuni passaggi manuali.

Non significa che ogni caso sia uguale o che il digitale elimini la possibilità di complicanze.

Significa disporre di informazioni e strumenti di verifica che vengono utilizzati nelle diverse fasi del percorso.

Denti fissi su impianti: la tecnologia deve essere al servizio del progetto clinico, La tecnologia, da sola, non basta.

Scanner intraorale, scansione facciale, CBCT, sistemi di verifica della posizione implantare e progettazione CAD/CAM sono strumenti.

Il loro valore dipende dal modo in cui vengono integrati nella diagnosi, nella pianificazione e nel workflow clinico e protesico.

Nelle riabilitazioni full-arch, l’obiettivo non è utilizzare più tecnologia, ma raccogliere e integrare le informazioni necessarie per progettare la protesi sulla situazione clinica della persona, considerando posizione degli impianti, sorriso, funzione e rapporti occlusali.

È questo il significato che attribuiamo nei nostri studi odontoiatrici di Montevarchi e di Figline Valdarno all’odontoiatria digitale applicata alle riabilitazioni full-arch.

Approfondisci il protocollo utilizzato in SOA Dental, scarica gli articoli:

Riabilitazione full-arch da scansione intraorale con protocollo IOSFix
Articolo pubblicato su Infodent.

Implant-supported full-arch fixed dental prostheses manufactured through a direct digital workflow using a calibrated splinting framework
Studio pubblicato sul Journal of Dentistry.

 

FAQ – Denti fissi con impianti e All-on-4

Cosa sono i denti fissi con impianti?

Sono protesi fisse sostenute da impianti inseriti nell’osso. Quando la protesi sostituisce tutti i denti di un’arcata si parla di riabilitazione full-arch.

Denti fissi con impianti e All-on-4 sono la stessa cosa?

Non necessariamente. All-on-4 identifica una specifica configurazione riabilitativa su quattro impianti. Il numero, la posizione e la tipologia degli impianti da utilizzare devono essere stabiliti sulla base della situazione clinica e della pianificazione del singolo caso.

Con gli impianti si possono evitare le protesi mobili?

In molti casi una riabilitazione fissa supportata da impianti può rappresentare un’alternativa alla protesi rimovibile. L’indicazione deve però essere stabilita attraverso una valutazione clinica individuale.

Le impronte per un All-on-4 si fanno ancora con le paste?

Dipende dal workflow utilizzato. In un flusso digitale molte fasi possono essere eseguite attraverso lo scanner intraorale, senza ricorrere alle tradizionali paste da impronta.

Quanto tempo serve per avere la protesi definitiva?

Dipende dalla situazione clinica, dalla fase chirurgica, dalle procedure previste e dai tempi biologici di guarigione.

Nel caso clinico descritto nella pubblicazione citata, la sola fase finale di realizzazione della protesi definitiva, successiva alla chirurgia e alla fase provvisoria, è stata organizzata in tre appuntamenti. Questo dato non rappresenta una tempistica applicabile indistintamente a tutti i pazienti.

È possibile vedere la nuova arcata prima della consegna definitiva?

Nel workflow digitale descritto è possibile realizzare un prototipo tridimensionale, o try-in, da provare prima della produzione della protesi definitiva. Questa fase consente di verificare diversi aspetti del progetto e, quando necessario, apportare modifiche prima della produzione finale.

Di che materiale sono i denti fissi definitivi per una riabilitazione All-on-4?

Non esiste un unico materiale utilizzato in tutte le riabilitazioni full-arch. Nel protocollo descritto nelle pubblicazioni scientifiche citate, le protesi definitive sono state realizzate in zirconia.

Il digitale garantisce che una riabilitazione full-arch non abbia complicanze?

No. Nessuna tecnologia può garantire l’assenza di complicanze. Il workflow digitale mette a disposizione strumenti per acquisire, integrare e verificare informazioni nelle diverse fasi del percorso. L’indicazione, la pianificazione e il risultato dipendono comunque dalle caratteristiche del singolo caso e da molteplici fattori clinici.

 

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